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Colle delle 100 Bottiglie
LINEE DI VITE

di Silvia Seracini  ♦

La vita ci sfiorò
Ma il re del mondo
Ci tiene prigioniero il cuore

(Il re del mondo, Franco Battiato)

Proprio il giorno in cui aveva compiuto otto anni, suo padre festeggiò l’acquisto della vigna con una cena sotto il pergolato, in una serata punteggiata di stelle e riscaldata dalle bevute e dalle risate dei suoi famigliari.
Un po’ per gioco, un po’ per le coincidenze della vita, aveva dunque sempre pensato che quel vigneto fosse suo. Una specie di regalo di compleanno.
In realtà gli avevano donato una scatola con cento pennarelli a colori. Li aveva desiderati dal primo momento in cui li aveva notati esposti nella vetrina della migliore cartoleria di Lucca.
Subito dopo aver scartato il pacchetto, una magia: un merlo con un acino nel becco era scomparso fra i filari.
Il padre gli aveva raccontato che il nome del Merlot derivava proprio dalla predilezione dei merli per gli acini di quell’uva. Così aveva imparato l’importanza dei nomi.
L’ultima notte di quell’estate non aveva chiuso occhio per tentare di imprimere sulla prima pagina dell’album l’immagine meravigliosa dell’uccello che coglieva il frutto al volo. Prima che il ricordo sbiadisse.

Autunno
Che fosse stato l’autunno più bello della sua vita? Quando stappava i pennarelli, l’odore dello spirito e quello delle castagne messe ad arrostire raggiungevano le vette della sua felicità piccina.
Nel campo, il contadino aveva deposto la vanga e si era apprestato alla pulizia dei fossi e delle scoline.
Maria era apparsa nel punto in cui si era involato il merlo.
Come ti chiami?”, le aveva chiesto.
Maria”. L’aveva sfiorato con quel nome.
Il vino riposava in cantina mentre loro disegnavano di notte.
Si erano inventati un dizionario illustrato delle parole del lavoro nei campi:

A come Acqua, Argilla
B come Badile, Barbatelle, Bigoncio
C come Canestro, Carriola, Caratello

Ma non vedi che qua ci sono degli spazi bianchi? Sei un pasticcione!”. La bambina lo prendeva in giro perché non era bravo come lei a colorare. I disegni di Maria sembravano stampati a regola d’arte: ci si perdeva, nel lavorio meticoloso delle sue manine d’oro.
Era stato l’autunno più piovoso del secolo.
Quanto aveva amato quelle corse sulla bicicletta verso casa, pestando sui pedali con gli stivali prima che esplodesse il temporale.
Per andare a disegnare con Maria.

D come Damigiana, Drupa

Inverno
Per ventiquattro damigiane di vino, non vale la pena. Sono soldi buttati”.
Il giudizio senza appello di suo padre lo aveva raggelato. Fuori cominciava a nevicare ma a lui non era piaciuto quel primo giorno d’inverno.
La prima cosa che volle dimenticare al risveglio fu il bruciore delle lacrime che lo aveva trattenuto dallo scoppiare a piangere in sua presenza. Non era più un bambino.
Di quella stagione serbò lo sguardo fisso sui filari potati invano di là dalle finestre gelate. Quegli accenni di sorrisi tirati come fili fra i pali. I germogli dolorosi del diventare adulti che implodevano ammutoliti dai rispettosi passi sui gradini del cimitero di San Concordio di Moriano.
Erano seguiti anni pesti.
I colori erano finiti chissà dove nel corso dell’ennesimo trasloco per cercare quella pace che non cambia mai casa.
Maria si era accomiatata dai suoi sogni senza preavviso, o forse lui non l’aveva capito.
Se avesse saputo che era l’ultima volta, l’avrebbe stretta come un ramo di salice fra le viti.
Senza di lei, i lavori del dizionario si erano impantanati.

E come Erpice
F come Foglia
G come Germoglio
I come …

Quando gli aveva chiesto di aiutarlo a tratteggiare un innesto, aveva capito che suo padre non sapeva disegnare.

Primavera
Era successo di nuovo.
Si era svegliato madido di sudore ed era corso in bagno a controllare il colore del suo viso.
No, non era diventato grigio.
Da mesi lo perseguitava quell’incubo.
Ti ricordi come era bello quando giocavamo qua?”.
Maria si era voltata verso quello che rimaneva del loro vigneto. La brezza della primavera le aveva mosso qualcosa tra le scapole mentre si chinava per estirpare un ciuffo di romice.
Un improvviso smottamento d’anima: aveva desiderato che nessuno si accorgesse di come fosse bella.
Si era sentito uomo nel volerla proteggere, anche da se stesso. Aveva odiato suo padre, che non era capace di capire che la natura forse si compra, ma certo non si può vendere.
Un boato nel cielo aveva disegnato una scia fra le nubi arrendevoli.
Il motore di un aereo è complesso”, aveva affermato mentre la aiutava con le malerbe.
Il motore di un aereo è fatto di molti pezzi, dunque è complicato ma non è complesso perché non cambia nel tempo”, Maria gli aveva replicato con saccenteria.
Si era vergognato.
La complessità è delle cose animate”, aveva aggiunto lei mentre si passava il dorso della mano sulla fronte.
Allora l’amore è complesso”, aveva dedotto trionfante.
Sbagliato. L’amore è la cosa più semplice che ci sia”.
Abbandonàti in un vecchio cassetto, aveva ritrovato i suoi colori. Tranne il grigio: quello l’aveva fatto scomparire Maria.

L come Limo, Lieviti, Linfa
M come Marza, Malerbe
N come Nodo, Nòcciolo, Nido
O come Oidio, Olivo

Quella notte cantò prima di addormentarsi.
Quando socchiuse gli occhi, gli giunse l’odore del mare.

Estate
Le ultime bottiglie rimaste ad affinare in cantina gli ricordavano ciò che era stato, ma ora vedeva solo lo spazio per le nuove che dovevano ancora venire.
Il sudore nutriva i suoi sorrisi sotto il sole mentre instancabile si dedicava alla sfogliatura e all’allacciatura dei capi nati dai tralci.
Quando tornò a sognare Maria, lei era diventata una ragazza. La pelle lucida come buccia di Buriano1, gli occhi trasparenti come foglie di vite all’alba.
Giocava con i pampini a forma di cuori e ne tesseva sontuosi mantelli di cui ricopriva il suo corpo acerbo.
Di quelle giornate quasi lo imbarazzavano i colori pulsanti nell’arco della luce disteso fra i colli come un bucato che sa di fresco.

P come Picciòlo, Pollone, Pampino
R come Radice, Rastrello, Ramo
S come Seme, Sole, Spaventapasseri
T come Tino, Trattore, Terra

Il suo primo respiro dopo il sogno conservava l’odore di querce e castagne fra i capelli di lei. Il viso accaldato e il cuore incollato al disegno per la paura di perdersi tra le mutabili sorti di quell’amore inesperto.
Così inesperto da ignorare che l’amore rimane sempre innocente.
Cosa posso regalarti senza che qualcuno ne risulti privato?”
Donami il tuo disegno”. Maria non aveva avuto esitazioni.

U come Uva
V come Vento
Z come Zappa

A forza di colorare, avvicinare e allontanare il foglio dal naso, finalmente ci era arrivato.
Da una vita aveva custodito quel vigneto fra le pieghe della sua anima.

 

1. Il Buriano è un tipo di uva storica a bacca bianca e dalla buccia quasi trasparente, la cui analisi del DNA rivela un probabile legame col Trebbiano Toscano. Attualmente non risulta essere classificata ampelograficamente.